5 cose da sapere sulle coppette mestruali


Come funziona la coppetta mestruale?

Questa gamma di prodotti ha la forma di piccoli "imbuti" realizzati in silicone o lattice, approvati a livello medico.

Costituiscono un metodo alternativo, meno costoso ed ecologico, per affrontare le mestruazioni.

La principale caratteristica delle coppette, che le distingue dagli assorbenti interni, è la loro capacità di non assorbire il flusso mestruale, bensì raccoglierlo, in quanto vanno a ricoprire la cervice.
E' doveroso precisare che la coppetta non offre alcuna protezione anticoncezionale o da malattie sessualmente trasmissibili.



le coppette mestruali


1) Le coppette mestruali sono migliori rispetto ai metodi tradizionali?

Paragonandoli alle soluzione classiche questi prodotti hanno diversi vantaggi in praticità e comodità;

  • rispetto agli assorbenti interni si verificano meno episodi di secchezza vaginale. Infatti come già detto prima, viene raccolto solamente il flusso mestruale, mentre tutte le altre secrezioni vaginali sono lasciate inalterate
    Il problema della secchezza può presentarsi invece con i classici assorbenti interni, i quali assorbono fino al 35% dell'umidità vaginale.
  • rispetto agli assorbenti esterni l'igiene intima è maggiormente tutelata. Normalmente, se si utilizza un classico assorbente esterno, la pelle può rimane a contatto con il sangue anche per diverse ore, il che potrebbe portare ad irritazioni ed arrossamenti.

Inoltre una coppetta vaginale è più capiente e necessita di essere cambiata con una minore frequenza, oltre ad essere molto più comoda da utilizzare. Infatti se posizionata correttamente la sua presenza non viene percepita da chi la sta utilizzando, e può essere usata senza problemi anche fuori casa e mentre si pratica sport.



2) Le coppette mestruali sono economiche

Anche se, ovviamente, il prezzo cambia in base alla marca della coppetta, acquistarne una consente di risparmiare molti soldi rispetto agli assorbenti classici, siano questi interni oppure esterni. Infatti con la giusta cura e manutenzione una coppetta mestruale può durare dai 5 ai 10 anni circa (la resistenza del materiale e la frequenza con cui bisogna acquistarne una nuova varia in base al prodotto scelto), permettendo quindi di recuperare i soldi investiti inizialmente e di risparmiarne molti altri.

Prendiamo qualche numero come riferimento:

E' stato calcolato che, nell'arco della sua vita, una donna utilizza circa dai 10000 ai 15000 assorbenti (ecco il link all'articolo di National Geographic da cui è stata tratta questa stima). Solitamente è difficile trovare un pacchetto da 10 assorbenti che costi meno 3 euro (al momento sono pure tassati con IVA al 22%, ad eccezione per gli assorbenti biodegradabili o compostabili che sono al 5%), mentre il prezzo delle coppette mestruali oscilla mediamente dai 15 ai 20 euro.
Se si prosegue con il calcolo, aggiustandolo in base alle esigenze ed abitudini soggettive, si può notare che, nel corso della propria vita, il costo di acquisto di assorbenti si misura sulle migliaia di euro. Con le coppette mestruali invece la spesa stimata, nell'arco della vita, a seconda di quante volte si ha la necessità di cambiarle, si aggira attorno ai 300 o 200 euro. Va detto che spesso si riesce anche a spendere meno se ne viene utilizzata una per tutti e 5 gli anni di durata o per più tempo ancora.


3) Le coppette mestruali sono amiche dell'ambiente

Grazie alla longevità delle coppette si possono evitare di creare diverse tonnellate di rifiuti, che invece vengono creati sia dagli assorbenti in sé che dalle confezioni in cui vengono venduti.
Infatti purtroppo molti assorbenti tradizionali non sono riciclabili o compostabili, essendo realizzati in buona parte in plastica. Quando vengono buttati costituiscono un rifiuto che purtroppo molto frequentemente viene disperso nell'ambiente, soprattutto negli oceani. Quando questo accade impiegano più di 500 anni per degradarsi, rilasciando nel frattempo moltissimi frammenti di micro-plastiche tossiche e dannose (per questo è essenziale buttare tutti i tipi di assorbenti nei bidoni dei rifiuti, non vanno mai gettarli nel wc). L'unico modo per liberarsene è incenerirli, inquinando l'atmosfera e l'aria con i residui della combustione della plastica. 
Per questi motivi le coppette mestruali permettono di immettere molta meno plastica dannosa nell'ambiente, aiutandoci a vivere in modo più sostenibile.
Nei due articoli "Alpifarma e i suoi clienti alleati nel riciclo" ed "Alpifarma utilizza solo imballaggi di carta riciclata" parliamo delle altre nostre iniziative per tutelare l'ambiente e come i nostri clienti ci possono aiutare.



4) Come trovare quella giusta?

Per scegliere una coppetta vaginale devono essere presi in considerazione vari fattori, tra cui se si ha partorito naturalmente o non e la tonicità del pavimento pelvico, oltre che l'età. Le coppette infatti possono avere varie dimensioni, a seconda di quanto flusso mestruale possono contenere, ed anche vari tipi di flessibilità, in modo da meglio adattarsi alle differenti esigenze e per rimanere sempre in posizione a seconda della tonicità dei muscoli vaginali. Ogni produttore comunque offre indicazioni per le diverse taglie e dimensioni in modo da poter scegliere quella più adatta.


5) Le coppette mestruali come si usano?

Premettiamo che la coppetta va sempre sterilizzata, soprattutto se è la prima volta che la si usa, lasciandola a mollo in acqua bollente per 5 minuti circa (nella confezione di ciascun prodotto viene fornito un foglietto con tutte le indicazioni del caso, che potrebbero variare). Questa è un'accortezza che va ripetuta all'inizio e alla fine di ogni ciclo mestruale, per garantire la pulizia del dispositivo.
Passiamo ora ad illustrare come si usa una coppetta mestruale, ma non prima di aver fatto una premessa: infatti il primo utilizzo di una coppetta e l'esperienza che ne deriva varia da donna a donna in base all'età, al tipo di corporatura, alla flessibilità delle pareti vaginali, alla tonicità del pavimento pelvico e molti altri fattori soggettivi.

Si inizia quindi sterilizzando la coppetta in acqua bollente, intanto ci si deve lavare con cura le mani. A questo punto si può passare ad inserire la coppetta; questo passo non va fatto di fretta, ma cercando di rilassarsi, così da permettere alle pareti vaginali di aprirsi più facilmente, semplificando l'operazione. Per facilitare l'inserimento della coppetta bisogna piegarla, seguendo varie tecniche di cui la più semplice consiste nel piegarne un lato verso l'interno, in modo tale da formare una C, per poi inserirla delicatamente, tenendola per il gambo e con il bordo rivolto verso l'alto.

A seconda dei fattori elencati poco fa si possono riscontrare o meno difficoltà nell'inserimento della coppetta. Va tenuto presente che di norma possono volerci 3 cicli per abituarsi e per prendere manualità sia nell'inserimento che nella posizione da adottare. L'importante è cercare sempre di rilassarsi mentre lo si sta facendo.

Per quanto riguarda la rimozione della coppetta, che avviene in media dalle 2 alle 4 volte al giorno, come già detto, aiuta trovarsi in una posizione rilassata, in quanto è anche la contrazione del muscoli vaginali che le permette di rimanere ferma. A questo punto è sufficiente premere con due dita la base della coppetta, in modo tale da eliminare l'effetto ventosa, procedendo poi a sfilarla delicatamente.
Dopo averla svuotata la coppetta deve essere lavata accuratamente prima di essere inserita nuovamente.


Conclusione

Nonostante tutti vantaggi che offrono è doveroso parlare anche delle possibili controindicazioni delle coppette mestruali, tra cui:

  • Non devono essere usate dalle donne affette da infezioni vaginali, come la candidosi, in quanto i patogeni potrebbero raggrupparsi su di essa.
  • Le donne che utilizzano come metodo contraccettivo il metodo intrauterino IUD dovrebbero fare particolare attenzione quando inseriscono la coppetta.
  • Non devono essere utilizzate se si presentano allergie al materiale di cui sono composte.
  • Non vanno utilizzate in caso di malformazioni vaginali, vaginiti o cerviciti.

Alpifarma consiglia, nel caso si nutrano dei dubbi, di affidarsi al proprio studio ginecologico di fiducia in modo che uno specialista possa valutare le situazioni soggettive e consigliare la soluzione più adatta.

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